A natale si è tutti più buoni?
No.
Peggiori direi…
Solo standardizzati, incanalati in lunghe serpentine fatte da moltitudini di persone, sull’asfalto magari bagnato dalla incessante pioggia, che portano in negozi al collasso. Impegnati a inviare biglietti rossi e verdi a persone che non solo non vediamo mai, ma non sentiamo proprio mai… ma soprattutto, sperperiamo a chiunque e continuamente quell’isolata parola: “auguri” dal misterioso contenuto, auguri per cosa?… Per non parlare della gara sull’efficienza di chi si ricorda per primo di fare gli auguri, ci sembra d’essere più buoni e un esempio per i ritardatari o i più pigri.
Ma la cosa che più succede a natale, è offendersi! Ci si offende perchè quel parente alla lontana non ha chiamato, ci si offende perchè il figlio adolescente si rifiuta di partecipare all’addobbo dell’albero e allestimento del presepe, ci si offende perchè la nuora vuol pranzare dai suoi genitori, ci si offende perchè i cugini sono partiti per le Maldive invece che stare con i 37 parenti riuniti.
A natale ci si stressa soprattutto tantissimo, si vivono momenti di profonda angoscia e si litiga. I motivi sono legati in genere alla lista estesa che comprende circa 78 regali da fare in pochissime ore, di solito alla vigilia, entrando e uscendo freneticamente da ogni negozio del centro città, o risucchiati a sardina in qualche grande centro commerciale. I soldi di solito non bastano mai e occorre rivoluzionare la lista dei regali, andando a scontrarsi con moglie, marito o figli… C’è poi sempre quella persona di riguardo, al quale va fatto il super regalo, come ad esempio l’insegnante di italiano, il direttore di banca o l’avvocato, altrimenti passiamo male, e allora lo stress si trasforma in crisi isteriche.
A natale c’è la lama della ghigliottina pronta a tranciare di netto la testa di chi si azzarda a non accettare il solito pranzo dai suoceri, rituale che si protrae in modo identico nei decenni, con lo stesso arrosto cotto nella stessa teglia da anni… C’è poi da mettere in conto l’incontro attorno allo stesso tavolo, della contrada dei parenti di lui, a confronto con la contrada dei parenti di lei e notare le occhiate scambiate nel silenzio, che intendono rievocare e riesumare quel dissapore mai dimenticato risalente a qualche natale prima.
C’è chi invece accetta di partecipare all’insensata transumanza dallo zio allo lontana, verso il quale non si prova nessun tipo di particolare sentimento, ma che ci garantisce, sempre con la stessa ingenua generosità, quel gettone da 100 euro che ogni anno accettiamo come gradita elemosina.
Il giorno di natale vive sempre in agguato, lo scandalo. Ci si scandalizza perchè i figli della sorella sono andati a pattinare senza avvisare e scusarsi, mentre la grande famiglia affetta panettoni e riscalda il brodo per i tortellini. Lo scandalo trionfa verso i rari ma impavidi latitanti dei rituali più noti, come il non partecipare alla celebrazione della santa messa al duomo, il non pellegrinare da zii sconosciuti, il rifiutare la fetta di cotechino, il non partecipare al gioco della tombola e il rifiutarsi di accomodarsi alla tv per il film natalizio con la tribù di parenti dei quali fondamentalmente nulla ci importa.
La prima volta che sono evasa dal natale, è stato circa tre anni fa e la mia fuga è stata pianificata accuratamene nel mio silenzio… la mia famiglia nulla sospettava della mia inattesa ribellione, i regali a me destinati erano già tutti sotto l’albero e ogni gestualità natalizia era pronta a vedermi attrice del copione mai rivisitato e ormai privo di senso. La mia famiglia iniziò a tempestarmi di messaggi il giorno della vigilia, ero ancora a Roma, non avevo comprato nessun regalo (la prima volta dopo anni di shopping complusivo natalizio) e nessuna intenzione di rientrare in Toscana, ma non lo dissi, volevo evitare pianti, disapprovazioni e prediche al telefono. Il mio piano strategico si perfezionava nel mio silenzio, continuavo a rispondere col classico: “sto arrivando”, ma io non volevo tornare. L’allarmismo iniziò a manifestarsi da parte della mia famiglia, nelle ore serali della vigilia, erano increduli perchè ancora non ero partita, finchè mi decisi a inviare un messaggio a tutti dicendo che sarei arrivata per il pranzo di natale, bugia.
Ricordo la sensazione al mio risveglio la mattina dopo a Roma, con i raggi del sole che riempivano la stanza, il silenzio, la leggerezza di non dover essere nulla di più che una ragazza in pigiama. Ero gioiosa come non mai, sollevata, nuova, libera e grata per non aver nessun addobbo natalizio da dover per forza guardare.
Il mio pranzo di natale sono state due polpette di patate mangiate in piedi, al momento della chiusura di un bar, ancora colloco quel frettoloso e spartano pranzo come il più gustoso della mia vita.
Al mio arrivo in famiglia in Toscana, ormai a giochi fatti, sono stata accolta da imbarazzanti silenzi, sguardi contrariati, parole di circostanza a rimpiazzo di severi rimproveri e credo che la mia famiglia non mi abbia mai perdonata del tutto.
Mi ha fatto male dentro ferire tutti loro, ma io dovevo trovare il senso del natale, a costo di farmi etichettare!
E cosi mi sono distinta in famiglia per l’affronto al natale, l’anno scorso ero con mio figlio e l’amica Stella a fare un giro nei boschi Friulani, non curante di non onorare la tanto tradizionale festività e l’anno prima ancora ero a zonzo per Villa Borghese, completamente deserta, all’ora di pranzo a rincorrere i piccioni!
Ho capito che natale è una scadenza su di un calendario, dura 24 ore e è stata posizionata in modo fisso, sul 25 dicembre e cosi deprivato da concetti cristiani e pagani, ecco che il natale si riveste del suo autentico significato che i ricercatori di www.astropoli.it hanno curato per me e per tutti voi:
Per quanto possa esser lunga la Notte la Luce torna sempre
Ogni anno per arrivare al Natale, il 25 dicembre, la Nascita di Gesù, i Saturnalia, il Dies Natalis Solis Invicti, la Festa della Luce, il Pancha Ganapati, lo Shabe Yalda, o Yule (solo per citarne alcune in ordine alle culture o alle sensibilità spirituali di appartenenza), quali festività figlie di una tradizione universale in cui qualunque popolo da sempre celebra la nascita del divino, si passa attraverso la porta d’ingresso del Solstizio d’inverno il Giorno più corto dell’anno dove solo apparentemente le tenebre vincono sulla luce.
Ma concretamente passato il momento della notte più buia la luce torna a crescere (il Natale, Sol Invictus) annunciando il ritorno del calore e della vita. Così in questa fase il Divino si rinnova , rinasce e torna alla luce come giovane Dio.
Nella Caverna Cosmica segnata dal Solstizio d’Estate, quale porta di ingresso, e dal Solstizio di Inverno, quale porta di uscita, in parziale analogia con la gestazione umana, si entra però già uomini per rinascere una seconda volta nel divino.
Il Natale segna l’obiettivo della missione umana volta a portare il Cielo in Terra.
L’avvenimento cosmico del solstizio d’inverno corrisponde all’intersezione del Sole con il Tropico del Capricorno – solitamente accade il 21 dicembre circa, quest’anno il 22 dicembre alle 5.30. Difatti in questa data, ogni anno, ciclicamente si registra il giorno più corto dell’anno di sole 8 ore e 55 minuti circa di luce. Quest’anno a livello astrale, conla Luna Nuova in Capricorno del 24 e la relativa congiunzione con Plutone, si realizza una doppia rinascita, in cui ogni principio, maschile o femminile che sia, si fonde nell’unità cosmica. Possibile segno di una nuova era ?
U.C. di Astropoli, la città degli Astri www.astropoli.it
Video ASTROLOGIA E LIBERO ARBITRIO, puntata condotta da Krista Corso su Astropoli:
http://www.astropoli.it/oroscopo/video-oroscopo.html











Bellissimo questo significato del Natale della rinascita del Divino anche in termini non solo cristiani!!! E la discesa del Cielo in terra!! E quest’anno persino unione di maschile e femminile nell’unità cosmica!!! Incredibile e fantastico come tutte le strade portino sempre alla stessa meta..!!!
..eppure c’è ancora chi non crede…o chi dice di credere senza in realtà sentirlo .. e continua a perdersi nella corsa al “finto natale” che tu Krista descrivi così bene, quello dei doveri standardizzati e dei regali obbligati, quello dove più si spende più ci si sente buoni, quello dove tutto viene rapportato all’avere: il Natale è bello con tanti soldi perchè si possono comprare tanti regali; più il regalo è grande e costoso e più bene mi vuoi; con questo bel regalo ti faccio capire che ti voglio bene anche se non mi interesso a te quando ne hai bisogno; senza regali e senza soldi il Natale è solo un giorno triste; ti ho fatto gli “auguri” quindi ho fatto Natale!!!
..Che amarezza..tutto questo esprime il grande vuoto che c’è dentro le persone…un vuoto che non potrà mai essere riempito da regali o dolci o parenti in fila, ma che solo la Luce Divina è in grado di colmare! E ogni anno Lei bussa alle nostre porte, eppure spesso si rimane talmente impegnati nei nostri pranzi/cene o scambi di regali frenetici che non Le apriamo! Il mio “augurio” xquesto Natale è che sempre più numerosi quest’anno possiamo Sentire bussare ed aprire la nostra porta, il nostro cuore, perchè venga divampato di Luce e ci accechi di Amore!
Buon Natale Krista, a te al tuo piccolo, nel modo migliore in cui Sentirete di viverlo!;)
GRAZIE !!!
Quando diventiamo “nostri” il Natale diviene una faccenda personale. Agire come se fosse l’Amore a farlo porta a scegliere il come, dove e quando rinascere: è una data simbolo che riguarda soprattutto se stessi, e per fortuna che esiste – commercio incluso – che ci consente di comprendere molte cose per niente superficiali. La mia famiglia ha capito da molto tempo le mie esigenze di libertà, e anche di “trasgressione”, e mi ha sempre benedetto per ogni mio comportamento anche quando non sarebbe stata d’accordo. Ha saputo guardare dal mio punto di vista (e anche ammirare) le mie argomentazioni e le mie scelte, sempre. Anche per questo, se non ci sono altre motivazioni mie personali, in ogni “qui e ora” che dipende sempre da me, parto adesso per raggiungere i miei in Liguria e abbracciarci nel Natale famigliare più tradizionale che ci sia. Lo scelgo e tutti ne siamo felici insieme. Amo il “mio” Natale ovunque sia. Finalmente Amo e mi Amo e sono libera soprattutto da me.
Ti Amo Krista Buon Natale
http://www.cerchiamo.net/blog/2011/12/19/relazione-natale-con-i-tuoi/
Il sollievo per me, adesso che sono mia, è fare solo quello che mi pare
GRAZIE !!!
Gasp! Che incubo….
Per fortuna non l’ho mai vissuto così!
Ti adoro!
Ciao e…. Buon Natale dai!
Smack!
La parte parodia mi ha aiutato mia mamma a scriverla, raccontandomi tutto quello che succedeva nella sua famiglia, ma molte delle cose paradossali che ho scritto, succedono ancora
GRAZIE !!!
A D O R O questi passaggi dal buio alla luce. Sono così alchemici!
Ne ho condiviso uno sul mio blog proprio oggi.
@Kista viva le polpette.
Un sorriso.
r.
Evviva la libertà di non dover più cercare la libertà.
GRAZIE !!!
Io credo che tu sentivi la necessità di trasgredire il dogma del Natale che ti vuole a tutti i costi in famiglia a festeggiare,metti anche la corsa affannosa per i regali alla vigilia. In te il senso della festa era cambiato, ora ti sei appropriata del vero e autentico significato della festa il sole che ritorna a scaldarci e qualcosa di cui ci si era ormai dimenticati.
Grazie per questa condivisione Antonio.
Grazie!
Io ho bisogno di ribellarmi sempre a tutto ciò che è già impacchettato:-)
UN BACIONE
Ricambio di cuore i graditi auguri. Tanta felicità.
Aff.ma emanuela dal santo